Il cavallo domestico ha 64 cromosomi, mentre l’asino domestico ne ha 62. Anche se meno comuni, qualcuno è riuscito a incrociare degli asini domestici con varie specie di zebra, ottenendo i zebrasini, chiamati anche zonkey. Il mulo è straordinariamente docile, forte e resistente, per cui si considera un animale particolarmente valido per portare carichi pesanti per lunghe distanze, lungo terreni montagnosi e desertici. Secondo la Asino Coldiretti, l’allevamento di razze asinine è in crescita; tra il 2004 e il 2009, infatti, si è avuto un incremento nell’allevamento del 30%.
Simile al cavallo domestico, ma più piccolo, compatto, robusto e mansueto, l’asino domestico ha le orecchie più lunghe. Deriva dall’asino selvatico africano (Equus africanus) attraverso una selezione della sottospecie nubiana (E. a. africanus). L’asino è più piccolo del cavallo, ha la testa più grande e lo zoccolo più sottile. L’asino o somaro è un mammifero della famiglia delle Equidae e della sottofamiglia delle Equinae.
In lingua inglese, il termine “jackass” designa il maschio dell’asino domestico, ma può anche essere usato in senso denigratorio; ad esempio, ne fecero spesso uso i cartoni animati di Tom & Jerry di Fred Quimby e di Chuck Jones. È fin dall’inizio della storia che l’asino domestico è stato utilizzato in Europa e in Asia occidentale (e poi nel resto del mondo) come animale da trasporto e da soma per persone, cibo, merci, carichi pesanti e trainare carri. Con la conquista del Nuovo Mondo, in particolare dal XVI secolo in poi, l’asino domestico si è diffuso anche nel Nord America come animale da lavoro al seguito dei colonizzatori. Tutti questi ibridi sono sterili, poiché le specie del genere Equus hanno un diverso numero di cromosomi.
A differenza degli altri animali citati fino ad ora, il bardotto nitrisce come il cavallo. Alcune di queste specie sono in via d’estinzione, nonostante i programmi di recupero e di tutela espressamente dedicati a questi animali. Un luogo comune molto diffuso è che indica l’asino come animale propenso a sferrare calci senza motivo. Per tutti questi motivi, l’asino è entrato a pieno titolo nell’elenco degli animali da compagnia ideali per la pet-therapy. In Asia, invece, l’asino ha sempre convissuto al fianco di specie equine assai simili, come l’Ermione e l’Onagro.
Reinach (Cultes, mythes, religions, IV, Parigi 1912), la leggenda di Marsia adombrerebbe il sacrificio di un asino sacro, e Mida, il quale era della razza dei Sileni, ha le orecchie d’asino (Philostr., Vita Apoll, VI, 27, 2). In Egitto alla razza comune se ne deve aggiungere una molto distinta, a mantello bianco, usata anche dai signori come cavalcatura, a preferenza dei cavalli. La Persia; l’Emione o Gigghetai o Kulan (E. hemionus Pall.), alto circa m.1,15, diffuso in località anche montagnose del Turkestān, della Mongolia, della Cina settentrionale-occidentale, della Siberia meridionale; il Kiang (E. kiang Moorcroft), alto circa m.
I luoghi comuni hanno appiccicato a questo animale l’etichetta di animale testardo, irragionevole e anche un po’ tonto, ma non è affatto vero. E non ci vuole un orecchio da musicista per accorgersi che il raglio dell’asino è unico, ben riconoscibile e molto rumoroso. E’ il caso dell’asino bianco dell’Asinara o dell’asino sardo, apprezzato in tutto il mondo per il suo temperamento particolarmente vivace e rustico e per la sua spiccata propensione alla soma. L’ideale per l’asino è la lettiera di paglia d’orzo che rappresenta sia una buona fonte di nutrimento che un giaciglio perfetto. Quando sta per scalciare, l’asino diventa irrequieto, si esibisce in colpi di coda e poi picchia in terra i piedi. In realtà l’asino scalcia solo di fronte a un pericolo concreto o ad una sensazione di estremo disagio.
Anche se il colore del manto è simile, eccetto per il kiang che rimane più rossastro, si distingue dalle specie e sottospecie selvatiche per varie differenze morfologiche di testa, collo e zampe. Il mantello è generalmente grigio, con le sue numerose gradazioni. Hanno tutti il mantello scuro, mentre di colore grigio argentato sono la punta del naso, il ventre e la faccia interna delle cosce.
- Oggi come secoli fa, gli asini sono allevati e apprezzati come animali da lavoro, da compagnia e per la produzione del famoso latte d’asina.
- Per tutti questi motivi, l’asino è entrato a pieno titolo nell’elenco degli animali da compagnia ideali per la pet-therapy.
- Dall’evoluzione di questa razza è sopravvissuta fino ai giorni nostri l’Equus asinus taeniopus, che oggi vive lungo le coste del Mar Rosso.
La femmina dell’asino è allevata e apprezzata sin dalla notte dei tempi perché produce un latte molto nutriente, ricco di principi benefici, zuccheri e proteine. Ha grandi orecchie, zoccoli alti, m la criniera è quasi del tutto assente. Intelligente e forte, a dispetto della credenza popolare che vede in lui il simbolo della stoltezza, l’asino è un animale longevo che può superare i 40 anni di vita. Oggi come secoli fa, gli asini sono allevati e apprezzati come animali da lavoro, da compagnia e per la produzione del famoso latte d’asina. Dall’evoluzione di questa razza è sopravvissuta fino ai giorni nostri l’Equus asinus taeniopus, che oggi vive lungo le coste del Mar Rosso.
Inoltre si narra che Cleopatra facesse il bagno proprio nel latte di asina per mantenersi giovane e bella, quindi anche i prodotti derivanti dall’asino sono da apprezzare. In Italia vi sono allevamenti in Sicilia; in Europa è diffuso in Spagna e Portogallo. Durante il periodo dei conflitti mondiali si è rivelato un aiuto prezioso poiché è stato utilizzato dai militari per il trasporto pesante di armi, munizioni e vettovagliamento vario. Dal padre invece erediterà la resistenza sul campo da lavoro, tanto da essere utilizzato come animale da soma. Se un asino maschio si accoppia con una cavalla ne nascerà un mulo.
Ne sarebbero poi derivate due specie ma solo una ha resistito e ci regala oggi l’Equus asinus taeniopus, alto circa 1,25 metri al garrese, vive vicino al mar Rosso ed anche in Ogaden ed in Dancalia. L’asino domestico discende dal selvatico africano (Equus asinus africanus) che abitava sulle coste dell’Africa orientale-settentrionale e tuttora vive in Siria, Mesopotamia, Afghanistan, Persia e Russia. Abbiamo parlato di allevamento per la produzione di latte d’asina, ma storicamente, questi animali venivano apprezzati soprattutto come compagni di combattimento. Non è sfuggito, questo aspetto, agli allevatori che hanno infatti rivalutato l’asina preferendola ad altri animali per il latte che può produrre. Può sembrare scontroso, ed invece basta superare quel minimo di diffidenza che mostra e poi sarà lui a dimostrarsi socievole, mite, ma amante della compagnia sia nostra di altri asini, sia di altri animali che non possano costituire per lui un pericolo.
Questi animali, infatti, sin dalla tenera età risentono gli effetti del continuo dispregio in cui sono tenuti. A fianco degli asini descritti, vive in gran numero presso i contadini l’asino comune. Nell’Africa settentrionale, dal Marocco all’Egitto, gli asini sono piccoli (da m. 0,95 a m. 1,20), rustici e resistentissimi alle più dure fatiche. Si tiene molto alla purezza della razza; l’animale è ben nutrito, ha taglia media da m. In Germania esistono circa 6000 asini, nella Svizzera circa 2000, in Inghilterra un numero esiguo. Quanto agli altri paesi d’Europa, il numero totale degli asini supera il milione nella Spagna; seguono la Francia, la Romania, ecc.